Anche il governo, come Farinelli, è preoccupato per le operazioni militari lanciate dall'Azerbaigian nel Nagorno-Karabakh il 19 di settembre. A margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, il consigliere federale Ignazio Cassis, capo della diplomazia elvetica, "ha avuto il giorno stesso colloqui con il suo omologo azero e il giorno seguente con quello armeno. Ha chiesto l'immediata cessazione delle ostilità. Inoltre ha richiesto il rigoroso rispetto del diritto internazionale umanitario e di garantire i diritti e la sicurezza della popolazione armena del Nagorno-Karabakh".
Il 21 settembre, prendendo nota del cessate il fuoco, la Svizzera ha ribadito questa posizione durante una seduta urgente del Consiglio di sicurezza dell'ONU, chiedendo alle parti in conflitto di giungere a un regolamento pacifico della questione. Sia a livello bilaterale che in seno al Consiglio di sicurezza, la Svizzera ha ribadito che si tiene pronta ad offrire i suoi buoni uffici se le due parti lo desiderano. La diplomazia svizzera continuerà ad impegnarsi in questo senso, si legge ancora nella risposta scritta.