La costruzione di tetti solari sui parcheggi avrebbe permesso di risparmiare superfici ancora non costruite, ha sostenuto Kurt Egger (Verdi/TG). Oltretutto, il potenziale è grande, ha aggiunto il turgoviese, che però ha rinunciato a chiedere il voto su questo punto per non prolungare l'iter parlamentare. Ad eccezion fatta dei punti sul fotovoltaico, l'obbiettivo generale della legge è comunque buono, ha aggiunto Delphine Klopfenstein Broggini (Verdi/GE).
Anche per Christian Imark (UDC/SO) ci sono alcuni elementi nella legge che vanno nella buona direzione. Ciò tuttavia non basterà per risolvere i problemi, generati da scelte sbagliate fatte in passato (leggi: Strategia energetica). Per il democentrista non si potrà rinviare all'infinito il dibattito sull'energia nucleare. Sebbene l'UDC non sia convinta, ha poi precisato il solettese, una parte del gruppo sosterrà la legge al voto finale di venerdì.
Nelle sedute precedenti, le due Camere avevano invece trovato un accordo in merito a uno dei punti più controversi del dossier, ovvero l'obbligo di installare pannelli solari sui tetti o le facciate.
Inizialmente il Nazionale voleva un obbligo generale (ossia tutti i nuovi edifici che si prestano e quelli che subiscono ristrutturazioni importanti), vista l'opposizione degli Stati ha però deciso di limitare tale vincolo agli immobili nuovi che hanno una superficie al suolo superiore a 300 metri quadrati (così come prevedono del resto le disposizioni urgenti - e quindi temporanee - in vigore dallo scorso anno).
Per quanto riguarda i deflussi minimi, altro argomento spinoso del dossier, le Camere hanno deciso che l'allentamento delle prescrizioni in materia di deflusso residuale per le centrali idroelettriche vale sarà possibile solo in caso di penuria. Gli Stati inizialmente volevano considerare anche il raggiungimento degli obiettivi di produzione e importazione.
In tema di efficienza energetica, il Parlamento è del parere che l'amministrazione federale dovrà dare l'esempio, riducendo i propri consumi del 53% rispetto al 2000 entro il 2040. Previsti anche obiettivi per i gestori delle reti di distribuzione e i fornitori di energia elettrica.
Uno degli obiettivi del pacchetto di misure in discussione è rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento durante la stagione invernale: entro il 2040 bisognerà aumentare la produzione di corrente da rinnovabili di almeno 6 Terawattora (TWh). Di questi, almeno due TWh dovranno essere disponibili in modo affidabile (leggi: idroelettrico).
Più in generale, 35 TWh di elettricità dovranno essere prodotti nel 2035 utilizzando energie rinnovabili - l'energia idroelettrica esclusa - e 45 TWh nel 2050. Le esigenze per l'idroelettrico sono fissate a 37,9 TWh e 39,2 TWh.
Per riuscirci il Parlamento ha deciso che i grandi impianti idroelettrici, fotovoltaici, eolici e di pompaggio-turbinaggio potranno essere costruiti più facilmente. Essendo ora dichiarati di interesse nazionale, avranno, a determinate condizioni, la priorità sulla tutela della natura e del paesaggio.
Se gli obiettivi non verranno raggiunti, anche gli impianti più piccoli potranno ottenere gli stessi privilegi. Non potranno tuttavia essere realizzate nuove infrastrutture nei biotopi di importanza nazionale o nelle riserve di uccelli acquatici e migratori, ad eccezione dei nuovi margini proglaciali e delle pianure alluvionali alpine.
Come noto, sono previsti anche una quindicina di progetti di centrali idroelettriche, peraltro già definiti da una tavola rotonda. Fra di loro figura l'innalzamento della diga del Lago del Sambuco in Valmaggia con l'annesso l'ampliamento della centrale di Peccia. Durante le discussioni il Parlamento ha anche aggiunto l'impianto Chlus, in Prettigovia (GR).