Le tre entità sono riconosciute a livello mondiale e apportano un contributo decisivo in materia di politica estera, di pace e di sicurezza, ha sottolineato a nome della commissione competente Andrea Gmür-Schönenberger (Centro/LU). Quello di sminamento è ad esempio attivo in Ucraina, ha ricordato la "senatrice" lucernese, rimarcando la collaborazione dei centri con i partner internazionali e la Nato.
"Negli ultimi anni, purtroppo mi tocca dire, le loro attività sono aumentate", ha fatto notare dal canto suo il ministro degli esteri Ignazio Cassis. "Si tratta di eccellenze nel loro settore di competenza", ha poi evidenziato il consigliere federale ticinese.
Stando al messaggio di febbraio del Consiglio federale, da quando i tre Centri ginevrini sono stati istituiti come fondazioni indipendenti, rispettivamente nel 1995, 1998 e 2000, la Confederazione persegue tre obiettivi nel quadro del suo partenariato: rafforzare un ordine internazionale pacifico e basato sulle regole, fare di Ginevra il centro principale per le questioni inerenti alla politica di pace e sicurezza, e ampliare le competenze svizzere utili alla politica estera e di sicurezza del nostro Paese.
I Centri ginevrini sono oggi poli di riferimento riconosciuti a livello internazionale nei loro settori specialistici. Sono inoltre strumenti della politica estera e di sicurezza della Svizzera, in particolare della cooperazione internazionale e della promozione della pace.
In un momento in cui libertà, democrazia, diritti umani e Stato di diritto sono sotto pressione in tutto il mondo, sono richieste organizzazioni in grado di anticipare le sfide poste dai nuovi conflitti e dalle nuove crisi, sviluppare le conoscenze al riguardo, offrire piattaforme di dialogo e promuovere soluzioni multilaterali, metteva in risalto l'esecutivo.