L'iniziativa, lanciata nel marzo 2019, intende porre un chiaro freno alla cementificazione delle superfici naturali e dei terreni coltivati all'esterno delle zone edificabili, conferendo ai Cantoni la responsabilità diretta della protezione della natura e del paesaggio. Secondo il testo - lanciato da Pro Natura, BirdLife Svizzera, Patrimonio svizzero e dalla Fondazione svizzera per la protezione e la pianificazione del paesaggio - il numero di edifici e la loro superficie nelle zone non edificabili dovrebbe rimanere invariato.
Durante i dibattiti il Parlamento ha comunque deciso di meglio regolamentare le costruzioni fuori zona edificabile grazie a un controprogetto. La cosiddetta seconda tappa della revisione della Legge sulla pianificazione del territorio (LTP2) lascia un certo margine di manovra ai Cantoni.
La revisione legislativa ha soddisfatto anche il comitato promotore, che in ottobre ha deciso per il ritiro condizionato del testo. Ciò significa che se un eventuale referendum contro la LTP2 non sarà coronato da successo, non si andrà a votare sull'iniziativa.
Il termine referendario scade a inizio gennaio, ma finora nessuno ha avviato la raccolta delle firme, ha sottolineato Christophe Clivaz (Verdi/VS). Per questo motivo il Consiglio nazionale è stato chiamato oggi a decidere della raccomandazione di voto, anche se verosimilmente non si andrà mai in votazione.