Il progetto di legge, frutto di un'iniziativa parlamentare del 2009, prevede il finanziamento uniforme - sistema monistico - delle prestazioni mediche effettuate in ambulatorio o all'ospedale fra i Cantoni e le casse malattia.
Attualmente i Cantoni, e quindi i contribuenti, finanziano almeno il 55% delle prestazioni stazionarie, mentre il resto è a carico delle assicurazioni. Nel settore ambulatoriale, il 100% dei costi è coperto dalle casse malattia, in ultima analisi dagli assicurati attraverso i premi malattia.
A settembre, i "senatori" avevano deciso che, in futuro, i cantoni dovranno coprire il 28,6% dei costi generati dalle cure ambulatoriali. Oggi, la camera dei cantoni ha mantenuto questa posizione; i pazienti devono continuare a pagare un contributo per i costi imputabili alle prestazioni sanitarie. Il contributo cantonale dovrà ammontare almeno al 26,9%. L'obiettivo di questa decisione è garantire che l'introduzione della riforma sia neutrale dal punto di vista dei costi.
Secondo le stime fornite dalle autorità, l'abolizione del contributo dei pazienti comporterebbe costi aggiuntivi per i Cantoni di quasi mezzo miliardo di franchi all'anno, ha dichiarato Erich Ettlin (Centro/OW) a nome della commissione. A beneficiarne sarebbero soprattutto gli assicurati con redditi medi e alti che non hanno diritto alle prestazioni complementari.
Inoltre, questa soluzione mantiene il tetto massimo di 23 franchi al giorno per i contributi dei pazienti. Secondo il relatore della commissione, ciò non è il caso della versione uscita dalle deliberazioni del Nazionale.
Il Consiglio degli Stati si è inoltre opposto alla decisione del Consiglio nazionale di garantire ai Cantoni l'accesso ai dati dei pazienti esclusivamente attraverso le casse malattia. I Cantoni, invece, devono poter visionare tutte le fatture originali emesse dagli ospedali e poter rifiutare la copertura dei costi se non sono soddisfatte alcune condizioni formali.
Infine, i "senatori" hanno mantenuto la divergenza che riguarda la remunerazione degli ospedali e delle case per partorienti che non figurano in nessun elenco cantonale. Queste strutture non approfittano del finanziamento cantonale (ora 55% dei costi), ma devono accontentarsi del 45% versato dagli assicuratori. Il Nazionale vorrebbe innalzare questa quota al 70%.
Secondo Erich Ettlin, l'aumento deciso dalla camera del popolo comporterebbe un incremento dei premi di 150 milioni e comprometterebbe la pianificazione ospedaliera dei Cantoni.