(ats) La Svizzera deve aderire al Fondo BMVI, allo scopo di rafforzare la protezione delle frontiere esterne di Schengen. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale con 105 voto contro 65 e 21 astensioni. Gli Stati devono ancora esprimersi.

Il Fondo BMVI (Border Management and Visa Instrument) è lo strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e la politica dei visti, che sostituisce il Fondo di sicurezza interna per le frontiere esterne e i visti (ISF), a cui la Svizzera partecipa dall'agosto 2018.

Il Bmvi è destinato a sostenere gli Stati aderenti a Schengen che, a causa delle dimensioni delle loro frontiere esterne terrestri o marittime o della presenza di grandi aeroporti internazionali, sostengono un pesante onere finanziario nella protezione delle frontiere esterne.

Contribuirà inoltre allo sviluppo della politica comune dei visti e all'attuazione della gestione europea integrata delle frontiere esterne da parte degli Stati Schengen. L'obiettivo è combattere l'immigrazione illegale e facilitare i viaggi legali.

In sette anni Berna dovrebbe contribuire con circa 300 milioni di euro (circa 285 milioni di franchi al cambio attuale) e riceverà - come gli atri Stati Schengen - finanziamenti per le misure nazionali, che ammontano a circa 50 milioni di euro.

L'udc si è opposta al progetto: pagheremo 300 milioni all'UE ma le nostre frontiere rimarranno piene di buchi, ha sostenuto Erich Hess (UDC/BE). A suo avviso la Svizzera dovrebbe concentrarsi sul controllo dei propri confini.

Il rafforzamento della cooperazione contribuirà a ridurre il numero di ingressi illegali in Svizzera, ha replicato la relatrice commissionale Jacqueline de Quattro (PLR/VD). I cantoni non dovranno sostenere costi aggiuntivi, ha aggiunto.