I testi sono stati presentati da Marti Min Li (PS/ZH), Jacqueline de Quattro (PLR/VD), Sibel Arslan (Verdi/BS), Kathrin Bertschy (PVL/BE) e dalle ex consigliere nazionali Marianne Binder-Keller (Centro/AG) e Liliane Studer (PEV/AG).
A motivare le promotrici è la diffusione della violenza contro le donne e il fatto che durante il dibattito sull'estensione dell'articolo 261bis del Codice penale all'orientamento sessuale, il Parlamento ha rinunciato a includere la discriminazione e l'incitamento all'odio basati sul sesso di una persona.
Eppure i discorsi d'odio non riguardano solo l'origine, il colore della pelle, l'orientamento sessuale o l'appartenenza religiosa, ma anche il genere, ha ricordato, a nome della commissione, Min Li. L'intolleranza in questo ambito è in aumento, ha aggiunto de Quattro, chiedendo una adeguamento legislativo "per dimostrare che superare una linea rossa comporta delle conseguenze".
La vodese ha poi ricordato che nel caso della discriminazione basata sul genere, un procedimento penale è avviato solo se viene sporta denuncia, mentre nel caso della discriminazione a sfondo razziale o religioso un fascicolo viene aperto d'ufficio.
Per Barbara Steinemann (UDC/ZH), invece, lo scopo di questo articolo del Codice penale è proteggere le minoranze e non è opportuno che tutti i comportamenti deplorevoli siano punibili ai sensi del Codice penale. "Questo articolo contro il razzismo rischia di perdere la sua efficacia", ha sostenuto invano, aggiungendo che si dovrebbero prevedere disposizioni anche per le persone disabili o obese.
La commissione preparatoria degli Stati aveva respinto di misura le sei iniziative. Dovrà ora esprimersi di nuovo.