"Questo rifiuto è uno schiaffo alla biodiversità", ha criticato Mathilde Crevoisier Crelier (PS/JU), mentre Beat Rieder (Centro/VS), a nome della commissione, ha affermato che anche una versione "light" del controprogetto si spinge troppo in là e avrebbe conseguenze importanti soprattutto per l'agricoltura, il turismo e la produzione di energia.
I contrari, UDC e parte del Centro, hanno infatti paventato conseguenze come la perdita di terreni coltivabili e la messa a repentaglio della sicurezza alimentare del Paese. Il progetto avrebbe portato a limitazioni anche per quanto riguarda la produzione di energia e l'approvvigionamento del Paese, ha sottolineato Werner Salzmann (UDC/BE).
Céline Vara (Verdi/NE) ha da parte sua ricordato che "la biodiversità è la base della vita sulla Terra, della nostra esistenza". Se non agiamo adesso ci toccherà pagare tra i 14 e i 16 miliardi entro il 2050, ma queste sono solo cifre e se non interveniamo perderemo milioni di anni di miracolo della natura, ha aggiunto la neocastellana, ricordando che "al piano d'azione biodiversità avviato 20 anni fa non è stata raggiunta nessun'altra misura".
Al contrario degli Stati, il Nazionale si è espresso per due volte a favore del controprogetto, che non conteneva ormai più nuove richieste per l'agricoltura e si concentrava sulla biodiversità nelle città e negli agglomerati urbani.
L'iniziativa popolare "Per il futuro della nostra natura e del nostro paesaggio (iniziativa biodiversità)" chiede più terreni e finanziamenti pubblici per la biodiversità.