In una nota odierna, l'USC ritiene che sia stato giusto affossare definitivamente il controprogetto e sottoporre in votazione soltanto l'iniziativa. A suo avviso, non c'è bisogno di un'ulteriore regolamentazione. La base legale per la promozione della biodiversità esiste già. La Svizzera ha anche una sua Strategia per la biodiversità e un piano d'azione.
L'attenzione dovrebbe concentrarsi sull'attuazione di questi strumenti e sul miglioramento della qualità delle superfici di promozione esistenti, e non solo nell'agricoltura, precisa l'USC.
Qualora fosse approvata, l'iniziativa limiterebbe fortemente la produzione sostenibile di energia e cibo, nonché l'uso delle foreste e delle aree rurali per il turismo. L'approvvigionamento energetico del Paese ne risulterebbe indebolito e le importazioni di energia, cibo e legname aumenterebbero.
Inoltre, le competenze dei Cantoni verrebbero ridotte e gli enti pubblici si troverebbero ad affrontare spese aggiuntive comprese tra 375 e 440 milioni di franchi. L'USC si batterà quindi per il "no" all'iniziativa.