L'anno scorso, l'elezione della consigliera agli Stati Elisabeth Baume-Schneider (PS/JU) ha temporaneamente sconvolto i rapporti di forza tra idiomi. Il quadro non era comunque inedito.
Una situazione simile si era infatti verificata nel 1917. Il ginevrino Gustave Ador sostituì il sangallese Arthur Hoffmann. Simultaneamente in governo c'erano il vodese Camille Decoppet, il ticinese Giuseppe Motta e il grigionese Felix-Louis Calonder, primo e unico romanciofono che abbia mai seduto in Consiglio federale. Il seggio tornò ad essere occupato da uno svizzero tedesco nel 1920.
Dal 1999, la Costituzione prevede una rappresentanza appropriata delle regioni e delle comunità linguistiche. Da un punto di vista puramente aritmetico, un terzo del collegio governativo dovrebbe provenire dalla Svizzera francese, italiana e romancia, ossia 2,3 ministri.
Cantoni diversamente rappresentati in governo
Basilea Città non era più rappresentata in Consiglio federale da 50 anni. L'ultimo consigliere federale proveniente dal cantone è stato Hans-Peter Tschudi, dal 1959 al 1973. Dal 1848, Basilea Città ha avuto un solo altro consigliere federale, Ernst Brenner, dal 1897 al 1911.
Quattro cantoni, e tra questi pressoché tutti quelli all'origine della Confederazione, non hanno mai avuto un rappresentante in governo: Uri, Svitto, Nidvaldo e Sciaffusa.