(ats) Il progetto della cartella informatizzata del paziente (CIP) deve andare avanti e occorre garantire il suo finanziamento. Il Consiglio nazionale ha approvato oggi - con 116 voti con 75 e 2 astenuti - un pacchetto di 30 milioni di franchi richiesto dal Consiglio federale. Solo l'UDC vi si è opposta e ha tentato invano di bocciarne l'entrata nel merito. Il dossier passa ora agli Stati.

Secondo il progetto governativo, in futuro, tutti gli operatori sanitari dovranno utilizzare la CIP, sia negli ospedali che negli studi medici o nelle farmacie. Ma questa revisione completa della legge richiederà diversi anni. Per questo motivo, al fine di incoraggiarne la diffusione, il sostegno transitorio dovrebbe entrare in vigore alla fine del 2024.

Nonostante le ristrettezze delle finanze federali, il pacchetto deve essere approvato "in considerazione del suo significativo contributo alla riduzione dei costi della salute", ha dichiarato Benjamin Roduit (Centro/VS) a nome della commissione.

Solo UDC contraria

Oggi - come detto - soltanto l'Unione democratica di centro si è opposta al pacchetto. "Il budget della Confederazione è sotto pressione", ha affermato Thomas de Courten (UDC/BL), aggiungendo che "non c'è ancora nulla di chiaro" sul progetto governativo.

Già durante la consultazione sulla revisione totale, il partito di Marco Chiesa ha descritto il progetto come "un piano assolutista dello Stato che mina la libertà individuale".

Spingersi più lontano

Nell'esame di dettaglio i parlamentari si sono spinti più lontano del Governo, al fine di incoraggiare la diffusione della CIP. Hanno accettato che i fornitori di prestazioni vengano obbligati ad affiliarsi a una comunità di riferimento o a una comunità certificata.

La Camera del popolo ha anche deciso che la libertà dei pazienti di scegliere una comunità di riferimento sia sancita nella disposizione relativa al consenso. Il sostegno finanziario della Confederazione e dei Cantoni deve essere stanziato indipendentemente dalla comunità di riferimento scelta, al fine di incoraggiare la concorrenza tra le comunità.

Inoltre, un sostegno finanziario deve essere destinato al miglioramento dell'uso delle cartelle esistenti e alla promozione dell'affiliazione dei fornitori di prestazioni.

Richiesta di centralizzazione

Introdotta nel 2021, la cartella informatizzata del paziente stenta a decollare. Attualmente, appena 20'000 persone in Svizzera dispongono di una CIP. L'implementazione di un sistema decentralizzato è stata molto più complicata del previsto. Ha richiesto l'accordo di tutti gli attori del settore sanitario, che ha portato a molti compromessi.

La revisione totale della legge ad hoc è attualmente in corso. La consultazione su questo progetto si è appena conclusa. Mentre tutti, tranne l'UDC, sono d'accordo sul fatto che si debba andare avanti con la CIP, i professionisti della sanità e i partiti di sinistra chiedono una centralizzazione del sistema.