(ats) La proposta di modificare la legge sugli stranieri per consentire l'ammissione agevolata in Svizzera di cittadini provenienti da uno Stato terzo in possesso di un diploma universitario elvetico va approfondita.

Dopo il Consiglio degli Stati in giugno, oggi anche il Nazionale ha deciso di rinviare il dossier al Consiglio federale affinché quest'ultimo esamini la questione tenendo conto della sua costituzionalità.

La Camera del popolo si era già pronunciata una prima volta a favore del disegno di legge, andando più lontano rispetto al progetto governativo frutto di una mozione. Gli Stati, pur non essendo contrari, avevano però fatto notare nel giugno scorso che tale normativa creava una potenziale disparità di trattamento fra stranieri di Stati terzi; per questo il tema andava studiato più da vicino.

Oggi il Nazionale ha seguito questa raccomandazione, rimandando la palla al Governo affinché quest'ultimo cerchi una soluzione conforme all'articolo 121 della Costituzione federale frutto dell'iniziativa UDC contro l'immigrazione di massa.

La mozione proponeva una deroga ai contingenti per la manodopera proveniente dai Paesi al di fuori dell'UE e dell'Associazione europea di libero scambio (AELS). La modifica normativa strizza l'occhio agli interessi della piazza economica, trattenendo in Svizzera persone che di norma, essendosi formate nelle istituzioni accademiche elvetiche, sono già ben integrate.