La modifica legislativa, già approvata sul fondo l'anno scorso, prevede che le società attive nel trasporto professionale transfrontaliero dovranno avere obbligatoriamente un licenza anche per i mezzi di 2,5 tonnellate. Attualmente questa è necessaria solo per i veicoli di oltre 3,5 tonnellate.
La nuova normativa intende creare pari condizioni per i trasportatori con autofurgoni e quelli con autocarri. I trasporti non professionali di materiale e attrezzatura continueranno ad essere esonerati dall'obbligo di autorizzazione.
Nella legge figurano anche nuovi criteri per impedire che imprese di trasporto estere possano aprire ditte di comodo, le cosiddette "società bucalettere", allo scopo di aggirare il divieto di cabotaggio o di approfittare di standard sociali inferiori per gli autisti. Per godere di un'autorizzazione, un'azienda dovrà disporre di una sede effettiva e stabile in Svizzera.
Prima che l'iter parlamentare sia concluso però, resta come detto da risolvere la questione di quali siano i dati da fornire. Contrariamente ai "senatori", i consiglieri nazionali sono infatti favorevoli al rilevamento nel registro delle imprese di trasporto su strada del numero di persone occupate e del numero di immatricolazione dei veicoli, retroattivamente al 31 dicembre dell'anno precedente.
Queste informazioni eviterebbero di avere una discrepanza con il sistema europeo, mentre qualora non fossero divulgate Bruxelles potrebbe in futuro impedire alla Svizzera l'accesso all'European Register of Road Transport Undertakings (ERRU), ha sottolineato il relatore commissionale Bruno Storni (PS/TI). "Volete più burocrazia?", si è opposto Benjamin Giezendanner (UDC/AG), che ha evidenziato l'inutilità di tali cifre a fronte di un ulteriore impegno per gli imprenditori.
"Capisco che l'UDC faccia resistenza su qualsiasi questione abbia a che fare con l'Ue", gli ha replicato Michael Töngi (Verdi/LU), ma è un rifiuto che "non ha senso, non vogliamo creare dissonanze con l'Europa". Alla fine la maggioranza del plenum (per 115 voti a 74) lo ha seguito, rispedendo l'oggetto alla Camera dei Cantoni.