Nel suo insieme la revisione, malgrado l'opposizione della destra che ritiene il tema di competenza cantonale, era già stata accettata dai due rami del Parlamento lo scorso anno. Essa prevede che in futuro gli assegni familiari debbano essere finanziati in parti uguali da tutti i datori di lavoro e i lavoratori indipendenti.
Attualmente, tali assegni compensano solo parzialmente i costi per il mantenimento di uno o più figli. Essi comprendono gli assegni per i figli e quelli di formazione nonché, in alcuni Cantoni, quelli di nascita e di adozione. Il finanziamento è garantito mediante i contributi versati dai datori di lavoro e dai lavoratori indipendenti.
Il progetto, che concretizza una mozione, chiede ai Cantoni di applicare una perequazione completa degli oneri tra le casse di compensazione per gli assegni familiari, in nome di una maggiore giustizia sociale fra salari alti e bassi. Quelli interessati sono quindici, mentre gli altri dispongono già di un sistema simile.
In aula oggi ci si è occupati di una divergenza minore, riguardante l'entrata in vigore del nuovo meccanismo. Attenendosi alla proposta della commissione preparatoria, i "senatori" hanno tacitamente optato per seguire il Nazionale e accordare ai Cantoni un periodo di tre anni - anziché due, come previsto dal disegno originale del governo - per adeguare la loro legislazione e introdurre una perequazione completa. Non ci sono state obiezioni, nemmeno dalla consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, che ha raccomandato di accogliere il ritocco apportato al progetto dell'esecutivo.
È stata pure appoggiata la decisione della Camera del popolo di introdurre, nel quadro delle disposizioni transitorie, misure collaterali volte ad accrescere l'efficienza e l'efficacia delle casse di compensazione.
Sulla base di calcoli governativi, l'attuazione della revisione di legge dovrebbe generare una ridistribuzione supplementare degli oneri tra le casse di compensazione a livello nazionale dell'ordine di circa 108 milioni di franchi all'anno. Una perequazione completa in tutti i Cantoni comporterebbe una riassegnazione complessiva stimata a 419 milioni annui, a fronte di prestazioni versate per un totale di circa 6 miliardi.