Secondo il progetto del Consiglio federale, in futuro tutti gli operatori sanitari dovranno utilizzare la CIP, sia negli ospedali che negli studi medici o nelle farmacie. Ma la revisione completa della legge andrà per le lunghe. Perciò, al fine di incoraggiare la diffusione di questo strumento, è stato pensato il sostegno transitorio trattato oggi in aula, che dovrebbe entrare in vigore alla fine del 2024.
I "senatori" si sono soffermati in particolare su alcune modifiche apportate al disegno da parte della Camera del popolo, bocciandole e attenendosi alla versione dell'esecutivo. L'obiettivo è che la CIP possa presto essere ulteriormente sviluppata e rapidamente diffusa, mentre la discussione sul contenuto della sua futura configurazione dovrà essere affrontata nell'ambito dell'ampia revisione della legge in materia annunciata per la prossima estate.
Nello specifico, è stato ad esempio respinto l'obbligo per i Cantoni di sostenere in egual misura tutte le comunità di riferimento. "Bisogna incoraggiare la concorrenza e rispettare la libertà dei cittadini", ha dichiarato invano Johanna Gapany (PLR/FR). "Così facendo si puniscono i Cantoni che si sono impegnati", ha però ribattuto Baptiste Hurni (PS/NE), aggiungendo che in questo modo si rischierebbe un loro passo indietro e un conseguente fallimento della CIP. Il plenum ha nettamente seguito quest'ultimo punto di vista, appoggiato pure dalla consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, stroncando la proposta del Nazionale per 35 voti a 5.
Bocciata anche, tacitamente, l'estensione, giudicata troppo complicata, degli aiuti finanziari per destinarli al miglioramento della cartella elettronica. Stesso destino (27-13) per la questione dell'obbligo di affiliazione per tutti i fornitori di prestazioni a una comunità di riferimento o a una comunità certificata.
Pur essendo cruciale per il funzionamento della CIP, tale imposizione andrà trattata nell'ambito della revisione legislativa globale, è stato l'argomento dei contrari. Una minoranza intendeva invece accelerare i tempi.
Il dossier ritorna ora al Consiglio nazionale per l'eliminazione delle divergenze.