Nei loro atti parlamentari, i tre consiglieri nazionali sottolineano infatti che "soltanto assumendosi la responsabilità dei suoi atti l'autore potrà smettere di ricorrere alla violenza". Le misure mirate di accompagnamento o i programmi specializzati mirano a facilitare questo processo.
I femminicidi sono purtroppo una realtà in Svizzera. È quindi utile analizzare ciò che è stato fatto finora in questo campo e il potenziale di miglioramento, ha affermato il consigliere federale Beat Jans. Non ci saranno tuttavia nuovi aiuti finanziari della Confederazione - i Cantoni sono competenti in materia - si tratterà invece di determinare qual è il margine di manovra esistente, ha precisato il ministro di giustizia.
L'udc si è opposta ai tre postulati sostenendo che i mezzi per proteggere le vittime, in genere donne, già esistono, come l'allontanamento dal domicilio o il divieto di accedere a un'area, ha sostenuto Martina Bircher (UDC/AG). Non si deve sostenere gli autori delle violenze ma dare la priorità alle vittime, ha aggiunto, invano, l'argoviese.