Kabuga è stato latitante per oltre un quarto di secolo. Uno dei motivi che gli hanno permesso di sottrarsi tanto tempo alla giustizia, ricorda nel suo atto parlamentare la deputata ecologista, è che la Svizzera, che nel 1994 avrebbe avuto la possibilità di arrestarlo, non lo fece.
Il governo è quindi sollecitato a confezionare un rapporto in cui dovrà rispondere a diverse domande, fra cui come mai trent'anni fa Kabuga poté entrare e uscire indisturbato dal Paese. Badertscher fa peraltro notare come invece un ex sindaco ruandese, Fulgence Niyonteze, fu perseguito e condannato dalla giustizia militare.
Alcuni mesi fa, Kabuga è comparso dinanzi al Tribunale per il Ruanda all'Aia. Il novantenne è però affetto da demenza ed è stato considerato non idoneo a prendere parte a un processo: il procedimento è dunque stato sospeso.
Il presunto responsabile del genocidio in Ruanda non sarà mai condannato, commenta Badertscher, parlando di "cocente delusione" per i superstiti del sanguinoso sterminio etnico, che ha fatto circa un milione di vittime. Questa situazione avrebbe potuto essere evitata se nel 1994 Berna avesse agito diversamente, è la conclusione dal retrogusto amaro della consigliera nazionale bernese.
Dal canto suo, il Consiglio federale si è detto favorevole a una dettagliata analisi storica dei fatti. Tuttavia, avverte il governo, andranno rispettate le disposizioni della legge federale sull'archiviazione.