Secondo la Commissione della politica estera della Camera del popolo, negli ultimi tempi parallelamente al conflitto tra Israele e Hamas si è registrata un'estensione dell'antisemitismo e il fenomeno ha assunto proporzioni più che preoccupanti. Basti pensare all'accoltellamento sabato in un 50enne ebreo ortodosso a Zurigo da un 15emme di origini tunisine che solidarizza con il gruppo terroristico Stato Islamico (Isis).
Sebbene la lotta all'antisemitismo sia un compito politico interno, assume anche notevole importanza nel contesto della politica estera, ha dichiarato Jacqueline Badran (PS/ZH) a nome della commissione. La Svizzera ha il dovere nei confronti degli ebrei di tutti i Paesi e della comunità internazionale di fare tutto il possibile per assicurare che l'antisemitismo non abbia spazio nel nostro Paese.
Il Consiglio federale, per bocca del ministro degli esteri Ignazio Cassis, era contrario al postulato. Invitava a respingerlo e raccomandava nel contempo di sostenere una mozione che sarà trattata giovedì in Parlamento per una strategia e un piano d'azione contro ogni forma di antisemitismo e di razzismo. Ma - come detto - il plenum non lo ha seguito e ha approvato all'unanimità il postulato.
Cassis ha colto l'occasione del dibattito in aula per condannare - a nome del Consiglio federale - l'atto antisemita commesso sabato a Zurigo, dicendosi profondamente costernato per l'aggressione di un cittadino svizzero di confessione ebraica.