I diritti d'acqua privati o immemorabili sono stati considerati dal Tribunale federale come diritti d'uso esclusivi senza limiti di tempo e, quindi, anticostituzionali. Ciò significa che ai proprietari di tali impianti è vietato costruire o investire.
La mozione chiede quindi al Consiglio federale di elaborare un progetto di legge che stabilisca un termine entro il quale queste centrali devono rispettare i requisiti di risanamento o i deflussi residuali, ossia la quantità che occorre lasciare nei fiumi o ruscelli.
Ciò consentirà ai detentori di diritti di lunga durata di ammortizzare il loro investimento prima di essere soggetti al regime ordinario sui deflussi minimi. A lungo termine, queste centrali saranno quindi trattate alla stregua delle centrali oggetto di una concessione di diritto pubblico.
Il campo rosso-verde si è opposto invano alla mozione. A suo parere, la sentenza del TF va applicata senza indugio dal momento che l'energia idroelettrica è già oggi utilizzata in modo intensivo in Svizzera e i deflussi minimi rivestono una grande importanza dal punto di vista ecologico.