(ats) La Posta deve ottenere il nullaosta del Consiglio federale in caso di acquisizioni che non rientrano nel suo mandato di prestazioni. È quanto chiede una mozione del Nazionale, adottata oggi anche dagli Stati per 23 voti a 17.

Stando all'autore della mozione, Thomas Rechsteiner (Centro/AI), la Posta vuole investire entro il 2020 svariati miliardi in acquisizioni nel settore digitale.

Il controllo esercitato finora dal Consiglio federale non è più sufficiente, ha dichiarato a nome della commissione Hans Wicki (PLR/NW). La politica di acquisizione della Posta dovrebbe essere monitorata più da vicino, visti i rischi talvolta elevati dei nuovi mercati. Stando a Fabio Regazzi (Centro/TI), secondo cui la Posta si sta invadendo settori che fanno concorrenza al settore privato.

La sinistra e alcuni rappresentanti del Centro, contrari alla mozione, hanno rammentato che si sta già lavorando per ridurre le distorsioni alla concorrenza causate dalle aziende pubbliche. Nel mirino anche il problema di eventuali acquisizioni rischiose da parte della Posta. Non è quindi necessario istituire una sorta di tutela governativa sulle transazioni della Posta.

Dello stesso parere il consigliere federale Albert Rösti, secondo cui l'esecutivo assegna sì obiettivi strategici al Gigante giallo, ma si guarda bene dall'interferire nelle questioni operative dell'azienda, che deve essere libera di muoversi come meglio crede. Una riflessione che non ha convinto la maggioranza dei "senatori".