La proposta faciliterebbe il lavoro delle forze di polizia e di riflesso rafforzerebbe la sicurezza, ha sostenuto Fabien Fivaz (Verdi/NE). L'atto parlamentare consentirebbe infatti un'identificazione semplice e rapida delle armi e dei loro detentori negli interventi di polizia.
L'istituzione di un registro nazionale non permetterebbe invece di risolvere il problema della loro diffusione: "abbiamo 26 registri cantonali delle armi che funzionano bene, ma non hanno impedito la loro proliferazione", ha replicato Reto Nause (Centro/BE). I problemi vengono da chi acquista illegalmente un'arma e che mai si iscriverà in un registro. Insomma, la proposta comporterà più burocrazia, ma non porterà più sicurezza, ha concluso il bernese convincendo il plenum.