(ats) La Posta deve rifocalizzare le sue attività sul proprio mandato di prestazioni. Lo chiede una mozione di Matthias Jauslin (PLR/AG) approvata oggi dal Consiglio nazionale per 112 voti a 80 (e una astensione).

Per l'argoviese il gigante giallo da un lato risparmia eccessivamente nei settori del recapito delle lettere e della rete degli uffici postali, dall'altro si fa sempre più largo in quelli della concorrenza privata, ben funzionanti e dove non regnano disfunzioni. Jauslin fa l'esempio dell'acquisto del software di contabilità KLARA, di PubliBike - che ha portato a un "disastro finanziario" - e di una società sul mercato pubblicitario, per la quale ha speso una cifra definita dal liberale-radicale "esorbitante".

Questo modo di agire, stando a Jauslin, "non ha nulla a che fare col mandato legale di prestazioni della Posta, ma viene finanziato attraverso tale mandato mediante sovvenzioni trasversali". Insomma, la pratica commerciale della Posta manca di trasparenza, secondo l'argoviese.

Jauslin propone quindi di rafforzare la governance della Posta. Il deputato fornisce anche alcune piste da esplorare: le future acquisizioni della Posta potrebbero ad esempio essere soggette a una specifica procedura d'approvazione da parte di PostCom, del Consiglio federale o della Delegazione delle finanze.

L'atto parlamentare passa ora all'esame del Consiglio degli Stati, che la settimana scorsa aveva approvato una mozione simile depositata dal "senatore" Thomas Rechsteiner (Centro/AI). Il suo atto parlamentare chiede che la Posta debba ottenere il nullaosta del Consiglio federale in caso di acquisizioni che non rientrano nel suo mandato di prestazioni.

Il consigliere federale Albert Rösti, allora come oggi, ha chiesto la bocciatura delle proposte. Per il ministro delle comunicazioni l'esecutivo assegna sì obiettivi strategici al Gigante giallo, ma si guarda bene dall'interferire nelle questioni operative dell'azienda, che deve essere libera di muoversi come meglio crede.