(ats) Un sì convinto all'introduzione della nuova identità elettronica. È quello espresso oggi dal Consiglio nazionale che ha approvato le relative basi legali con 175 voti contro 12 e 2 astenuti.

Dopo il secco rifiuto alle urne il 7 marzo 2021 di un primo progetto, il Consiglio federale ha formulato una nuova proposta, denominata Legge federale sul mezzo d'identificazione elettronico e altri mezzi di autenticazione. Diversamente dal progetto precedente, il nuovo disegno prevede che, anziché fornitori privati, sarà la Confederazione a emettere gli Id-e e a gestire l'infrastruttura necessaria, che dovrebbe essere disponibile dal 2026.

Il documento d'identità sarà gratuito e facoltativo: la Confederazione sarà responsabile dell'emissione dell'Id-e, creerà l'infrastruttura necessaria per gestirlo, nonché l'applicazione che permetterà agli utenti di poterlo avere sui propri dispositivi "smart".

L'Id-e - che potrà essere fornita gratuitamente a chiunque sia in possesso di una carta d'identità o di un passaporto validi - potrà essere utilizzata dalle autorità e anche da privati e consentirà di gestire in tutta sicurezza in un'applicazione fornita dalla Confederazione documenti ufficiali, quali i certificati di domicilio o gli estratti del registro delle esecuzioni, ma anche diplomi, biglietti o tessere di membro. Potrà anche essere utilizzata per visitare determinati siti web che richiedono il raggiungimento di un'età specifica, ha spiegato il consigliere federale Beat Jans.

Per la sua introduzione è prevista una spesa di all'incirca 182 milioni di franchi per lo sviluppo e la gestione dell'infrastruttura, nonché per l'emissione degli Id-e e i relativi progetti pilota. I costi operativi che subentreranno in un secondo momenti sono stimati a circa 25 milioni di franchi l'anno.

Nell'esaminare il disegno di legge proposto dal governo, oggi il Nazionale vi ha aggiunto alcune precisazioni, come l'ampliamento dell'architettura al fine di garantire la possibilità di un'identificazione anonima, ad esempio per provare anonimamente la propria età su Internet.

Il cosiddetto "codice sorgente del software" dovrà inoltre essere reso interamente pubblico e l'Ufficio federale dell'informatica e della telecomunicazione (UFIT) dovrà pubblicare le direttive per la divulgazione e svolgere test di sicurezza. Per rafforzare ulteriormente la protezione dei dati personali, la camera del popolo ha anche deciso che l'Id-e potrà essere revocata senza indugio qualora la sicurezza del sistema non dovesse essere più essere garantita.

L'oggetto passa ora all'esame del Consiglio degli Stati.