(ats) In Svizzera vanno promossi maggiormente gli scambi linguistici dedicati ai giovani, incentivando in particolare i soggiorni per gli alunni nelle diverse regioni linguistiche del Paese, analogamente al progetto "Italiando", già conosciuto in Ticino. Ne è convinta una maggioranza del Consiglio nazionale che oggi, durante l'ultima giornata della sessione speciale, ha accolto con 116 voti a 71 una mozione di Lukas Reimann (UDC/SG). Il dossier va agli Stati.

L'intervento parlamentare invita il Consiglio federale a sottoporre al Parlamento un rapporto e una proposta sulle necessarie modifiche di legge, volte a promuovere gli scambi linguistici nazionali.

"Noi Svizzere e Svizzeri siamo orgogliosi delle nostre quattro lingue nazionali, però le utilizziamo poco. Troppo spesso rimaniamo nella comodità della lingua madre e facciamo poco per superare il Röstigraben", ha dichiarato il democentrista sangallese, sottolineando quanto sia importante che nel Paese vengano offerte opportunità facilmente accessibili per imparare le altre lingue nazionali ed evitare che per farlo ci si rechi in Francia, Italia o Germania.

L'autore della mozione si è rivolto in particolare all'Ufficio federale della cultura (UFC) - che sostiene tra l'altro il progetto "Italiando" - e auspica che un numero sempre maggiore di allievi possa beneficiare di soggiorni linguistici in territorio elvetico ad un prezzo conveniente. "Il superamento dei confini linguistici è importante per la coesione del Paese. Più Svizzera, davantage Suisse, mehr Schweiz, dapli Svizra", ha aggiunto.

La consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, a nome dell'esecutivo, ha dal canto suo invitato i deputati a respingere la mozione, poiché nell'attuale periodo di finanziamento i mezzi destinati alla promozione degli scambi a livello nazionale sono già aumentati da 2,4 (2020) a 6,8 milioni di franchi (2024).

Su incarico della Confederazione l'agenzia Movetia sostiene inoltre diverse forme di scambi a tutti i livelli scolastici, inclusa la formazione professionale di base (scambi individuali, di classi, di docenti) e non ritiene necessario modifiche di legge in questo contesto.