Nei casi in cui l'interessato sia ancora minorenne al momento del procedimento di annullamento, il Governo ha proposto che il giudice possa effettuare una "ponderazione degli interessi": il matrimonio può essere mantenuto se esiste un interesse prevalente per l'interessato. Il Nazionale ha respinto questa eccezione, poiché a suo avviso riduce l'effetto della legge.
Oggi gli Stati hanno invece ribadito che intendono mantenerla. Se venisse eliminata, i matrimoni contratti volontariamente e legalmente in alcuni Paesi dovrebbero essere forzatamente annullati, ha fatto notare Daniel Jositsch (PS/ZH) a nome della commissione.
Un annullamento non è una separazione, ha poi aggiunto, ricordando le implicazioni, ad esempio, per il diritto di famiglia e il diritto di asilo. Il plenum ha specificato che il giudice deve garantire che la continuazione dell'unione corrisponda alla libera volontà del minore.
I matrimoni forzati sono vietati in Svizzera e quelli effettuati all'estero prima dei 16 anni non sono riconosciuti. "Questa legge riguarda pertanto i matrimoni all'estero tra i 16 e i 18 anni", ha ricordato Carlo Sommaruga (PS/GE) facendo l'esempio di una giovane coppia americana - molti Stati consentono il matrimonio prima dei 18 anni - che si era sposata volontariamente nel proprio Paese e poi era venuta in Svizzera per studiare. Senza questa eccezione, il loro matrimonio dovrebbe essere annullato.
Anche il ministro di giustizia Beat Jans si è detto favorevole a una certa flessibilità. La gravidanza o la presenza di un figlio sono condizioni sufficienti per concludere che esiste un interesse preponderante, ha sottolineato.
Il dossier torna al Consiglio nazionale.