Attualmente, per l'ammissione a un'alta scuola pedagogica è di principio richiesta una maturità liceale. Gli altri devono fare un esame d'ammissione.
Per i "senatori" non è però giusto che i titolari di una maturità professionale debbano seguire lo stesso corso preparatorio e sostenere lo stesso esame di ammissione dei candidati senza maturità professionale. Ciò non tiene conto del fatto che i primi vantano ampie conoscenze generali acquisite con la maturità professionale. Proprio in tempi di penuria di insegnanti, queste persone sono assolutamente necessarie al sistema formativo, ha sostenuto Andrea Gmür-Schönenberger (Centro/LU).
Come spiegato nel testo depositato da San Gallo, la situazione attuale porta a delle assurdità in cui agli operatori socioassistenziali "con indirizzo infanzia", titolari di una maturità professionale che copre la fase di sviluppo da 1 a 12 anni, non è consentito l'accesso senza esami a un'alta scuola pedagogica, mentre viene concesso a un candidato che ha conseguito l'attestato di maturità liceale con opzione specifica in fisica senza alcuna esperienza professionale in campo sociale o nell'età dello sviluppo.
La maggioranza della commissione preparatoria chiedeva la bocciatura dell'iniziativa. Come spiegato dal suo relatore Matthias Michel (PLR/ZG) non c'è la necessità di intervenire nella zona di competenza del Consiglio delle scuole universitarie o dei Cantoni. Tanto più, ha aggiunto, che il numero degli iscritti alle alte scuole pedagogiche è raddoppiato dal 2012. Inoltre gli Stati si erano già espressi lo scorso settembre su una mozione, bocciandola, che chiedeva esattamente le stesse cose, ha ricordato lo zughese sottolineando come da allora non ci sono state novità che giustificherebbero un cambiamento di posizione.
Il plenum, come detto, è stato di avviso diverso. L'iniziativa cantonale sangallese passa ora all'esame del Consiglio degli Stati.