(ats) Non serve un progetto pilota per aiutare le persone uscite volontariamente dal mondo del lavoro a seguire una formazione continua o una riconversione. Il Consiglio Nazionale ha bocciato oggi (117 voti a 71 e 3 astensioni) una mozione in questo senso degli Stati, limitandosi a incaricare il Governo di redigere un rapporto sul tema.

Non è previsto niente per reintegrare le donne che hanno lasciato volontariamente il lavoro, molto spesso per occuparsi dei figli, ha affermato Céline Weber (PVL/VD) a nome della commissione, aggiungendo che se oltretutto hanno difficoltà finanziarie, sono doppiamente penalizzate.

Per l'autrice della mozione, la "senatrice" Marianne Maret (Centro/VS), è necessario un sostegno migliore per le persone che non sono coperte dai provvedimenti inerenti al mercato del lavoro dell'assicurazione contro la disoccupazione. Ciò è tanto più importante se si considera che la digitalizzazione ha accelerato lo sviluppo di alcune professioni.

Pur condividendo l'obiettivo della mozione, il plenum ha ritenuto che la via proposta non sia quella giusta: non spetta alla Confederazione lanciare un progetto pilota. È comunque importante che vengano approfondite le possibilità di fornire un sostegno finanziario federale a misure specifiche.

Con 101 voti contro 90, ha pertanto approvato un postulato redatto dalla sua commissione preparatoria che incarica il Consiglio federale di esaminare la questione.

Il Consiglio federale era contrario alla mozione. Il ministro dell'economia Guy Parmelin ha elencato la serie di progetti che la Confederazione, assieme ai cantoni e alle organizzazioni del settore, ha messo a punto per reintegrare le persone nel mondo del lavoro. Un esempio è il programma Viamia, che offre valutazioni professionali gratuite a persone di età superiore ai 40 anni, disponibile in tutti i Cantoni.