La modifica legislativa, già approvata sul fondo l'anno scorso, prevede che le società attive nel trasporto professionale transfrontaliero debbano avere obbligatoriamente un licenza anche per i mezzi di 2,5 tonnellate. Attualmente questa è necessaria solo per i veicoli di oltre 3,5 tonnellate.
La nuova normativa intende creare pari condizioni per i trasportatori con autofurgoni e quelli con autocarri. I trasporti non professionali di materiale e attrezzatura continueranno ad essere esonerati dall'obbligo di autorizzazione.
Nella legge figurano anche nuovi criteri per impedire che imprese di trasporto estere possano aprire ditte di comodo, le cosiddette "società bucalettere", allo scopo di aggirare il divieto di cabotaggio o di approfittare di standard sociali inferiori per gli autisti. Per godere di un'autorizzazione, un'azienda dovrà disporre di una sede effettiva e stabile in Svizzera.
Prima di concludere l'iter parlamentare restava però una divergenza inerente i dati che le varie imprese devono fornire. Contrariamente ai "senatori", i consiglieri nazionali si erano finora detti favorevoli al rilevamento nel registro delle imprese di trasporto su strada del numero di persone occupate e del numero di immatricolazione dei veicoli, retroattivamente al 31 dicembre dell'anno precedente.
Oggi il Nazionale si è allineato alla Camera dei cantoni, rinunciando - con 116 voti contro 68 - a tali dati aggiuntivi. Una minoranza - guidata da Barbara Schlatter (PVL/ZH) - non è riuscita a convincere il plenum che queste informazioni avrebbero permesso di garantire il futuro accesso all'all'European Register of Road Transport Undertakings (ERRU). Alla fine i deputati - contro il parere del Consiglio federale - hanno seguito la maggioranza commissionale e hanno voluto ridurre al minimo l'onere burocratico per le aziende.