Lo ha stabilito oggi il Consiglio degli Stati che ha approvato una modifica alla Legge sul trasferimento internazionale dei beni culturali durante l'esame del messaggio sulla promozione della cultura per il periodo 2025-2028.
Stando al testo di legge, per patrimonio culturale storicamente problematico si intende l'insieme dei beni culturali la cui origine o i cui passaggi di proprietà sollevano dubbi a seguito di trasferimenti dei diritti avvenuti nel contesto del nazionalsocialismo o del colonialismo.
La commissione dovrà consigliare il Consiglio federale e l'Amministrazione federale sulle questioni relative ai beni culturali storicamente problematici. Dovrà essere in grado di formulare "raccomandazioni non vincolanti" su richiesta di tutte le parti e d'intesa con esse, come stabilito dai "senatori".
Questa parte della legge ha dato adito a discussioni in aula. Il disegno del Governo prevedeva infatti la possibilità concessa alla commissione di elaborare raccomandazioni su "richiesta di una persona fisica o giuridica". Stando alla sinistra, questa istanza sarebbe in grado di agire efficacemente solo se può essere convocata unilateralmente.
Flavia Wasserfallen (PS/BE) e Carlo Sommaruga (PS/GE) hanno invitato - invano - il plenum a non ripetere l'errore commesso dalla Germania: in questo Paese il fatto di estendere la normativa a tutte le parti interessate (che devono essere d'accordo) ha rallentato, se non reso molto difficile, il chiarimento sulla provenienza di certe opere rivendicate dagli eredi. In 20 anni sono state elaborate 23 raccomandazioni a fronte di migliaia di rivendicazioni, hanno affermato.
Ma Benedikt Würth (Centro/SG), a nome della maggioranza della commissione preparatoria, ha replicato che simili controversie sui beni culturali di origine dubbia sono solitamente molto complesse. L'esperienza dimostra che è possibile trovare buone soluzioni solo se entrambe le parti accettano il lavoro della commissione, ha spiegato il "senatore" sangallese. A suo avviso, con le nuove disposizioni la Svizzera compie dopotutto un importante passo avanti in questo settore. Oggi è attivo un solo punto di contatto per le opere d'arte saccheggiate presso l'Ufficio federale della cultura.
Nel 2022, il Parlamento ha incaricato il Consiglio federale di impegnarsi maggiormente sull'origine delle opere d'arte e dei beni culturali custoditi nei musei elvetici. In quell'occasione, il Parlamento aveva presentato diverse mozioni per la creazione di una commissione e di una piattaforma per la ricerca sulla provenienza da parte dei musei.