(ats) Non c'è alcun motivo per dare seguito alla recente sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo (CEDU) contro la Svizzera per violazione dei diritti umani in ambito ambientale.

È quanto ritiene il Consiglio degli Stati, che - su richiesta della sua Commissione degli affari giuridici (CAG-S) - ha adottato oggi (31 voti contro 11 e astenuti) una dichiarazione non vincolante in tal senso che invita il Consiglio federale ad attivarsi presso il Consiglio d'Europa per far conoscere la posizione della Confederazione.

Nel testo della dichiarazione, intitolato "Una protezione efficace dei diritti fondamentali da parte dei tribunali internazionali piuttosto che l'attivismo giudiziario", si afferma segnatamente che la sentenza "oltrepassa i limiti dell'interpretazione dinamica" e che la Corte, così facendo, "travalica i limiti dello sviluppo del diritto concessi a un tribunale internazionale".

Nella dichiarazione si legge anche che Berna "non vede alcuna ragione per dare ulteriore seguito alla sentenza" dato che "gli sforzi precedentemente e attualmente profusi dalla Svizzera in materia di politica climatica soddisfano i requisiti in materia di diritti umani formulati nella sentenza".