(ats) Approvando con 139 voti contro 46 e 7 astenuti la pertinente revisione del Codice civile, il Consiglio nazionale ha dato il via libera oggi al doppio cognome per i coniugi. Non sarà però un ritorno al passato, visto che la legislazione in vigore fino al 2013 consentiva solo alle donne di portarlo.

La modifica trae origine da una sentenza del 1994 della Corte europea dei diritti dell'uomo, in cui si costatava che la legislazione elvetica non rispettava l'uguaglianza dei sessi. Non figurava infatti la possibilità per il marito di avere un doppio cognome.

Dopo che il Governo aveva in un primo tempo concesso tale possibilità a livello d'ordinanza, il Parlamento ha adottato nel 2011 una modifica del Codice civile - entrata in vigore due anni più tardi - che sopprime per tutti la scelta del doppio cognome. Attualmente i fidanzati possono solo mantenere il loro cognome o sceglierne uno dei due quale nome di famiglia.

La prassi oggi in vigore, pensata quale soluzione per garantire l'uguaglianza, non ha però tenuto le sue promesse. Nei fatti quasi sempre, infatti, la moglie assume il cognome del marito. "Con il senno di poi, si può dire che è stata una decisione sbagliata", ha detto Philipp Matthias Bregy (Centro/VS).

La necessità di agire non era quindi contestata, Jean-Luc Addor (UDC/VS) avrebbe però voluto rinviare il dossier in commissione per contenere drasticamente le possibilità di scelta, o limitarsi al ritorno alla situazione ante 2013. "Le mie proposte - ha sostenuto il vallesano - si basano sull'idea che il matrimonio è la messa in comune di un certo numero di cose, tra cui il nome". In questo modo, ha aggiunto, si garantirebbero anche "i principi fondamentali di chiarezza, semplicità e tracciabilità del nome".

Lo scopo delle modifiche è invece proprio quello di essere il più liberale possibile, ha replicato Beat Flach (Verdi/AG). "Con la revisione si crea uguaglianza", ha aggiunto.

Il relatore commissionale Raphaël Mahaim (Verdi/VD) ha spiegato come la riforma sia attesa dalla popolazione: "gli ufficiali di stato civile devono spiegare ogni giorno a coppie che vogliono sposarsi che la variante 'doppio cognome' è vietata e che non è possibile fare una scelta libera". Con una proporzione dei due terzi, il Nazionale ha quindi respinto le due proposte di Addor.

Con la riforma adottata oggi, che deve ancora ottenere l'avallo del Consiglio degli Stati, le coppie avranno dunque totale libertà di scelta. Prendiamo l'esempio di una ipotetica Gianna Keller-Sutter che, in seconde nozze, dovesse sposare un certo Ivo Bernasconi. Ogni coniuge potrà individualmente scegliere di chiamarsi Keller, Sutter, Bernasconi, Keller-Sutter, Keller-Bernasconi, Sutter-Bernasconi, Sutter-Keller, Bernasconi-Keller o Bernasconi-Sutter.

In caso di scelta di un doppio cognome, il coniuge dovrà indicare se i due cognomi dovranno o meno essere separati da un trattino. Gli sposi non dovranno tuttavia portare necessariamente lo stesso cognome. Dovranno però scegliere il cognome dei figli, che non potrà essere doppio.

La sinistra avrebbe voluto estendere la possibilità di avere un doppio cognome anche ai figli. "Entrambi i genitori dovrebbero poter rendere pubblica la loro relazione con il figlio", ha affermato Florence Brenzikofer (Verdi/BL) aggiungendo che Francia e Austria già prevedono disposizioni simili.

Se la possibilità esistesse, qualora un figlio dovesse sposarsi potrebbe essere chiamato a scegliere se continuare a portare il cognome del padre o quello della madre, ha replicato Bregy. "Non sarebbe corretto imporre questo conflitto di coscienza, questa è una decisione che deve spettare ai genitori", ha aggiunto convincendo la maggioranza, che l'ha seguito con 110 voti a 81.