(ats) Anche i cittadini svizzeri, come quelli Ue e Aels, devono poter far venire più facilmente nella Confederazione parenti che vivono in paesi terzi, ossia non coperti dall'Accordo sulla libera circolazione (ALC). Lo prevede una modifica della legge sugli stranieri adottata oggi dal Consiglio nazionale con 104 voti contro 86 e 7 astenuti.

Durante il dibattito, una minoranza essenzialmente composta da esponenti dell'UDC e del Centro ha chiesto la non entrata in materia denunciando l'allentamento delle condizioni che gli stranieri devono rispettare per beneficiare del ricongiungimento famigliare.

La riforma comporta "un ulteriore allentamento delle regole, già deboli, sul controllo dell'immigrazione", ha affermato Piero Marchesi (UDC/TI) sostenendo che ciò "causerà un disastro sociale e culturale". Il ticinese ha denunciato il fatto che il progetto "ignora crassamente" le disposizioni costituzionali approvate dal popolo con l'iniziativa "contro l'immigrazione di massa".

Marchesi ha anche detto di temere un aumento della spesa sociale a carico dei cantoni. Secondo i democentristi, fra i cittadini di Paesi terzi giunti in Svizzera tramite il ricongiungimento familiare si rileva infatti un tasso di assistenza sociale superiore alla media. Andreas Glarner (UDC/AG) ha detto di respingere il progetto in quanto non si dispone con precisione del numero delle persone potenzialmente interessate.

Per il relatore commissionale Giorgio Fonio (Centro/TI) il progetto permetterà invece di correggere una "vergognosa disparità di trattamento" subita dai cittadini svizzeri rispetto agli stranieri in materia di ricongiungimento famigliare. Jean Tschopp (PS/VD), riferendosi al gruppo UDC, ha detto di trovare "curioso che gli autoproclamati difensori della Nazione siano disposti a tollerare le discriminazioni subite dai cittadini svizzeri".

La maggioranza ha anche ritenuto esagerate le preoccupazioni in merito all'aumento delle spese dello stato sociale. Il progetto prevede infatti una salvaguardia contro una sollecitazione eccessiva dell'aiuto sociale. Il ricongiungimento famigliare è permesso solo se si può assicurare il mantenimento delle persone che ne beneficiano. Queste ultime devono anche disporre di un alloggio appropriato.

Nel suo intervento, il consigliere federale Beat Jans ha ricordato il parere espresso dall'Ufficio federale di giustizia, che ha confermato la costituzionalità del progetto, a condizione che la prevista facilitazione dell'autorizzazione e l'ampliamento del gruppo di beneficiari riguardino solo un numero limitato di persone.

Il dossier passa ora all'esame del Consiglio degli Stati.