(ats) I diritti dei committenti e di chi acquista un immobile vanno tutelati meglio nei casi in cui vengano riscontrati difetti di costruzione. È quanto prevede una modifica del Codice delle obbligazioni approvata oggi dal Consiglio degli Stati, in una versione tuttavia che va meno lontano rispetto al testo uscito dalle deliberazioni del Nazionale.

Attualmente, i committenti devono notificare all'appaltatore entro 7-10 giorni eventuali difetti di costruzione, altrimenti rischiano di perdere i diritti di garanzia.

A nome della commissione, Mathias Michel (PLR/ZG) ha sostenuto che nessuno contesta la necessità di intervenire in questo settore. A suo avviso, i proprietari di immobili si trovano in una posizione di debolezza rispetto alle imprese di costruzione.

La proposta del Consiglio federale prevede di estendere a 60 giorni il termine per la denuncia dei difetti di costruzione, indipendentemente dal fatto che siano evidenti o nascosti. Secondo Michel, e la maggioranza della commissione, questa revisione è un passo nella giusta direzione.

L'anno scorso, affrontando quale prima camera questo dossier, il Consiglio nazionale aveva giudicato insufficiente questa soluzione optando per un cambiamento di paradigma, ovvero l'eliminazione di tale scadenza. Diventerebbe dunque possibile notificare i difetti in ogni momento fino alla fine del termine di prescrizione.

La camera del popolo aveva poi previsto per il committente o l'acquirente un obbligo di diligenza volto a ridurre i danni, creando in tal modo anche nel nuovo regime un incentivo alla segnalazione tempestiva dei difetti. Oltre a ciò, il plenum aveva in seguito stabilito di portare dagli attuali cinque a dieci anni il termine di prescrizione applicabile alla vendita di fondi e alla costruzione di opere immobiliari.

La soluzione elaborata dal Nazionale è stata difesa oggi - invano - dalla "senatrice" Brigitte Häberli-Koller (Centro/TG) che al riguardo ha presentato una lunga serie di proposte individuali. A suo avviso, in questo settore è giunto il momento di cambiare, sennò si continuerà a marciare sul posto. "Gli imprenditori continueranno a tergiversare anche col nuovo periodo di 60 giorni", ha sostenuto Baptiste Hurni (PS/NE) sulla base della sua esperienza quale avvocato alle prese con questo tipo di problemi.

Hurni ha difeso anche l'allungamento del periodo di prescrizione a 10 anni. Molti difetti di costruzione, specie quelli che riguardano i tetti, emergono dopo i cinque anni previsti dalle norme attuali. "Sovente devo dire a molte famiglie, che hanno investito tutti i loro risparmi in una casa, che in questi casi non possono fare nulla, se non assumersi tutti i costi di riparazione", ha sottolineato il "senatore" socialista.

Ma per Michel, come anche per altri "senatori" come Martin Schmid (PLR/GR), nella sua volontà di fare bene il Nazionale è andato troppo lontano. Un tale cambiamento di sistema porterebbe a una notevole incertezza giuridica, legata alla difficoltà di raccogliere le prove. Il numero di vertenze aumenterebbe, specie per le piccole e medie imprese.

Il plenum ha quindi deciso di mantenere il termine di prescrizione quinquennale attualmente vigente. Tuttavia, al pari del Nazionale, ha stabilito di far valere questo termine anche per le cose integrate in un'opera immobiliare conformemente all'uso cui sono normalmente destinate.