(ats) Gli atti giuridici dovranno in futuro essere trasmessi mediante una piattaforma di comunicazione digitale. Lo stabilisce un disegno di legge in materia, adottato oggi anche dal Consiglio degli Stati per 37 voti a 2 e 3 astensioni.

La nuova piattaforma dovrà essere realizzata e sovvenzionata congiuntamente dalla Confederazione e dai Cantoni. I costi preventivati per l'allestimento ammontano a 28 milioni di franchi ed è previsto che Berna vi partecipi nella misura del 25%.

Col progetto Justitia 4.0, i tribunali federali e le autorità cantonali competenti intendono promuovere la trasformazione digitale nei procedimenti penali, civili e amministrativi. La nuova legge concernente le piattaforme per la comunicazione elettronica nella giustizia (LCEG) ne fornirà le necessarie basi legali.

L'obiettivo è fare in modo che tutte le parti coinvolte in un procedimento giudiziario possano scambiare dati con i giudici, i ministeri pubblici e le autorità di esecuzione delle pene tramite un mezzo sicuro. Per i professionisti del diritto, la comunicazione per via elettronica diventerà un obbligo.

Per potersi adeguare alla rapida evoluzione tecnologica, la LCEG contiene soltanto le disposizioni imprescindibili che devono assolutamente essere sancite nella legge a livello nazionale, ossia quelle relative al finanziamento, agli emolumenti, alla protezione dei dati e alla responsabilità.

I Cantoni avranno la facoltà di utilizzare piattaforme proprie, invece di essere obbligati a partecipare a quella nazionale. La LCEG disciplina pertanto standard tecnici minimi volti a garantire l'interoperabilità tra tutti questi strumenti. La piattaforma centrale di comunicazione elettronica sarà impiegata esclusivamente nei procedimenti giudiziari. Per le procedure amministrative dovrà quindi a tempo debito esserne sviluppata un'altra.

La maggioranza della Commissione giuridica degli Stati si è espressa a favore del disegno di legge. Nel corso dell'esame, la camera dei cantoni ha adottato alcune modifiche, ciò che obbligherà il nazionale a ritornare sul dossier per eliminare le divergenze.

Una minoranza ha respinto il progetto di legge. Pirmin Schwander (UDC/SZ) ha criticato la possibilità che vengano creati sistemi digitali paralleli, non sempre compatibili fra loro.

Secondo Beat Rieder (Centro/VS), non c'è libertà di scelta tra la collaudata corrispondenza cartacea e quella digitale. E la protezione dei documenti sensibili dagli hacker deve essere molto elevata. Le promesse fatte in termini di protezione dei dati devono essere mantenute, ha puntualizzato il "senatore" vallesano.