(ats) La medicina complementare dovrebbe essere coperta come prestazione opzionale nell'ambito dell'assicurazione obbligatoria delle cure sanitarie. È quanto si propone una mozione di Philippe Nantermod (PLR/VS) adottata oggi dal Consiglio nazionale per 94 voti a 86 e 10 astensioni. Il Consiglio degli Stati deve ancora decidere.

Nel 2009, ricorda Nantermod nel suo intervento scritto, il popolo ha deciso che le medicine alternative dovevano essere coperte dall'assicurazione sanitaria obbligatoria. Si tratta in particolare di agopuntura, medicina antroposofica, medicina tradizionale cinese, omeopatia e fitoterapia.

Tuttavia, a suo avviso molte terapie complementari non si basano sui criteri legali di efficacia, appropriatezza ed economicità. Per questo, secondo il vallesano, "non è giustificabile chiedere a tutti gli assicurati di pagare i contributi per finanziare servizi che si basano essenzialmente sulle convinzioni personali di alcuni operatori e pazienti, piuttosto che su dati scientifici oggettivi".

A parere del consigliere nazionale PLR, la medicina complementare dovrebbe quindi diventare un'opzione. I cittadini che lo desiderano non verrebbero più rimborsati per le terapie alternative e non contribuirebbero più al loro finanziamento.

L'introduzione di un'eccezione o di una possibilità di scelta per alcuni settori sarebbe contraria all'obbligo di assicurazione, ha dal canto suo replicato la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, secondo cui l'introduzione di un'opzione sarebbe estremamente complessa dal punto di vista tecnico e non sarebbe proporzionata, dato che i costi della medicina complementare coperti dall'assicurazione malattia obbligatoria ammontano a circa 18 milioni di franchi all'anno.