Nel suo atto parlamentare, il ginevrino ricorda come numerose imprese pubbliche e private ricorrono ad agenzie d'incasso per recuperare i loro crediti. Queste gonfiano automaticamente le fatture del creditore con spese sovente indebite, se non addirittura abusive, e ciò senza verificare il fondamento del credito.
Conseguenza: nel timore di finire nel mirino dell'Ufficio esecuzioni e fallimenti, e messi sotto pressione da pratiche ai limiti della coazione, i debitori spesso saldano la totalità delle spese nonostante esse siano in parte indebite. Per Maître occorre quindi correre ai ripari, fissando nella legge un limite alle spese (espresso in percentuale) che le agenzie d'incasso possono esigere.
Per il consigliere federale Beat Jans la proposta non è pertinente per motivi giuridici. Occorre far rispettare le norme in vigore e combattere gli abusi con i mezzi già oggi disponibili, ad esempio con azioni legali, processi pilota o eventualmente azioni collettive. Per il governo, inoltre, la proposta potrebbe essere controproducente poiché legittimerebbe spese - seppure limitate - che potrebbero essere reclamate a titolo di danno, ma che oggi non sono dovute.
La mozione passa ora all'esame del Consiglio degli Stati.