L'imposta sul valore locativo - un reddito fittizio da cui il proprietario può dedurre gli interessi passivi e i costi di manutenzione - esiste in Svizzera dal 1915. I tentativi di abolirla sono ripetutamente falliti alle urne e in Parlamento.
Le Camere federali sono ora tornate alla carica da qualche anno, con la revisione in materia che è già stata approvata sul fondo da ambo i rami del legislativo. Con la soppressione del reddito locativo spariranno anche le possibilità di dedurre dalle imposte i lavori di manutenzione e i premi assicurativi degli immobili. Potrebbero così essere detratte, a determinate condizioni, solo le spese per la cura dei monumenti storici.
Divergenze non risolte
Principale pomo della discordia fra Nazionale e Stati è la questione se attuare una trasformazione totale di sistema, che comprenda quindi anche le abitazioni secondarie, oppure se modificare la prassi solo per quelle principali. "Un cambio completo sarebbe irrealistico", ha argomentato Olivier Feller (PLR/VD), il cui partito è stato l'unico, imitando i "senatori", ad appoggiare quest'ultima versione.
Il mantenimento di due sistemi paralleli rischierebbe di portare ad abusi e sarebbe poco conveniente dal punto di vista amministrativo, gli ha replicato Leo Müller (Centro/LU). "Non si sfrutterebbe appieno il potenziale di semplificazione", si è detta d'accordo la consigliera federale Karin Keller-Sutter, che, come più di un deputato, ha pure citato problemi di costituzionalità se il valore locativo fosse eliminato solo per le abitazioni primarie. Alla fine il plenum le ha dato ragione, insistendo per un cambiamento totale di sistema per 153 voti a 39.
Altra divergenza ancora esistente è quella che riguarda la deduzione degli interessi maturati su debiti. Il Nazionale (per 101 a 91) si è espresso a favore dell'applicazione di un metodo proporzionale restrittivo, secondo cui l'ammontare della detrazione risulta dalla quota di beni immobili (esclusa la proprietà abitativa ad uso proprio) sulla sostanza complessiva.
Così facendo, si riducono al minimo le perdite di entrate ed è più probabile che si prevengano attività di pianificazione fiscale, ha messo in risalto a nome della commissione preparatoria Daniela Schneeberger (PLR/BL). Gli Stati preferiscono invece una deduzione degli interessi passivi fino al 70% dei redditi da sostanza imponibili.
Imposta reale per abitazioni secondarie
I deputati si sono anche chinati, in questo caso per la prima volta, su un oggetto strettamente legato all'abolizione del valore locativo, ossia un atto normativo, scaturito da un'iniziativa parlamentare, che prevede l'introduzione di un'imposta reale sulle abitazioni secondarie da riscuotere per cantoni e comuni. La tassa andrebbe a beneficio soprattutto delle regioni a vocazioni turistica, le più penalizzate a livello finanziario dalla novità.
Con questa imposta si permetterebbe di compensare la prevista perdita di entrate conseguente al cambio totale di sistema, ha spiegato l'altra relatrice commissionale Céline Amaudruz (UDC/GE). Il progetto è stato approvato senza opposizioni e viene ora trasmesso agli Stati.