(ats) Si sta concretizzando l'introduzione in Svizzera di un'identità elettronica (Id-e) a partire dal 2026. Facendo seguito a quanto proposto dalla sua Commissione degli affari giuridici (CAG-N), oggi il Consiglio nazionale ha apportato al testo alcune precisazioni tecniche. Il dossier ritorna ora agli Stati.

Durante il primo giorno di sessione, il Consiglio nazionale si è nuovamente espresso sul disegno di legge inerente il nuovo mezzo d'identificazione elettronico (Id-e), accolto favorevolmente da entrambe le Camere.

Chiunque sia in possesso di una carta d'identità o di un passaporto svizzero, o di un permesso di soggiorno per stranieri, potrà richiedere l'Id-e, sia online che presso l'ufficio passaporti. Il documento virtuale sarà gratuito e facoltativo e garantirà la massima protezione dei dati e la sicurezza.

E proprio per garantire una maggiore riservatezza e assicurare la protezione assoluta dei dati sono state proposte alcune modifiche agli articoli che ancora richiedevano un appianamento delle divergenze.

La Camera dei Cantoni aveva precedentemente inserito nel disegno di legge la memorizzazione esclusiva dell'id-e in un'applicazione della Confederazione appositamente concepita (portafoglio elettronico). Questa soluzione sarà però temporanea, ha spiegato Gerhard Andrey (FR/Verdi).

In futuro, anche i fornitori privati di tali applicazioni (cosiddette Wallet) potranno essere autorizzati a memorizzare i documenti d'identità virtuali. Per il Consiglio nazionale, i portafogli elettronici dovranno in questo caso essere riconosciuti dal Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP). Una tra le questioni sulle quali dovrà ritornerà a discutere il Consiglio degli Stati.