(ats) Nella sua seduta odierna, la prima della sessione invernale, il Consiglio nazionale ha:

- Giuramenti: accolto due nuove consigliere nazionali. Si tratta di Meret Schneider (Verdi/ZH), che prende il posto di Bastien Girod, e di Linda De Ventura (PS/SH), che sostituisce Martina Munz. Entrambe hanno prestato giuramento. Da notare che quello di Schneider è un ritorno sotto il "Cupolone": la zurighese, eletta nel 2019 alla Camera del popolo, non era stata riconfermata nel 2023;

- Nuovo Presidente: eletto Maja Riniker (PLR/AG) presidente del Consiglio nazionale con 170 voti su 184 schede valide per il periodo 2024-2025. Subentra a Eric Nussbaumer (PS/BL);

- Vicepresidenti: eletto Pierre-André Page (UDC/FR) e Katja Christ (PVL/BS) rispettivamente alla prima e alla seconda vicepresidenza della Camera. Page ha ricevuto 156 voti su 161 schede valide, Christ 115 su 163 schede valide;

- Casa Dei Deputati: bocciata, con 108 voti contro 66 e 7 astenuti, una mozione di Erich Hess (UDC/BE) che chiedeva alla Delegazione amministrativa di rinunciare a insediare una "casa dei deputati" al numero 2 di Piazza federale a Berna. La camera ha respinto il testo poiché ritiene che il numero elevato di richieste di visitare il Palazzo del Parlamento, gli spazi limitati presso l'entrata riservata ai visitatori, le esigenze di sicurezza che impongono lunghi tempi di attesa e il diritto della popolazione a una diffusione dei contenuti riguardanti le istituzioni politiche mediante mezzi di comunicazione moderni siano motivi fondamentali per migliorare e ripensare l'attuale modello;

- Comunicazione Elettronica: mantenuto alcune divergenze con gli Stati in merito alla nuova legge concernente le piattaforme per la comunicazione elettronica nella giustizia (LCEG). La camera ha in particolare elaborato una soluzione di compromesso in merito alle disposizioni transitorie. Il dossier torna ora sui banchi dei "senatori";

- Id-E: approvato le modifiche proposte dalla Commissione degli affari giuridici (CAG-N) per quanto riguarda la Legge federale sul mezzo d'identificazione elettronico e altri mezzi di autenticazione elettronici. Il dossier ritorna ora agli Stati;

- Minori E Terrorismo: tacitamente approvato una mozione della sua Commissione della politica di sicurezza che chiede di introdurre per i Cantoni l'obbligo di segnalare alla Confederazione l'apertura di un procedimento penale per terrorismo nei confronti di minorenni. Gli Stati devono ancora esprimersi;

- Squadre Nazionali: sostenuto a maggioranza - con 137 voti favorevoli, 24 contrari e 18 astensioni - la mozione del "senatore" Damian Müller (PLR/LU), che chiede al Consiglio federale di consentire alle squadre sportive nazionali elvetiche di indossare le maglie con lo stemma della Confederazione Svizzera. A tale proposito va ora rivista la legge sulla protezione degli stemmi (LPSt);

- Statuto S: trasmesso al governo, con l'incarico di attuarla, una mozione del "senatore" Benedikt Würth (Centro/SG) che chiede un giro di vite sulla concessione dello statuto S ai rifugiati ucraini allo scopo di contrastare gli abusi. Parzialmente approvata anche una mozione della "senatrice" Esther Friedli (UDC/SG) che chiede di assegnare lo statuto S in base alla regione dell'Ucraina da cui provengono i rifugiati;

- Migrazione: tacitamente trasmesso al governo, con l'incarico di attuarla, una mozione del "senatore" Damian Müller (PLR/LU) che chiede al Consiglio federale di concludere un accordo col Marocco in materia di migrazione. Secondo Müller, l'accordo deve contenere una clausola che consenta di organizzare i rimpatri forzati con voli speciali, così come i rimpatri via mare. A parere del "senatore", le richieste di asilo da parte di cittadini marocchini sono aumentate in modo massiccio. Tuttavia, solo una minima parte di queste domande ha la probabilità di essere accolta: tra gennaio e settembre 2023, solo nove su 1485 sono state accolte, sostiene l'autore della mozione. Sebbene la Svizzera abbia un accordo di riammissione con l'Algeria dal 2006 e un accordo di cooperazione in materia di migrazione con la Tunisia dal 2012, non dispone di alcuno strumento giuridico per il rimpatrio dei cittadini marocchini nel loro Paese.

Ordine del giorno di domani, martedì 3 dicembre (08.00-13.00):

- Preventivo 2025 della Confederazione.