Mentre la destra giustifica i tagli al bilancio con la necessità di ridurre le uscite per rispettare il freno all'indebitamento, il campo rosso-verde critica le decurtazioni alla cooperazione allo sviluppo e le maggiori spese per l'esercito. PS e Verdi hanno minacciato di non votare il budget se nel corso delle discussioni non dovessero essere apportati dei correttivi al preventivo.
Per Alex Farinelli (PLR/TI), dalla lettura dei bilanci degli ultimi anni si evince che la Confederazione non ha problema di entrate, in costante aumento, ma di uscite. Quest'ultime, se non si fa nulla, rischiano di sfuggire di mano, con buona pace del freno all'indebitamento, uno strumento peraltro adottato dal popolo.
Non si tratta solo di rispettare la Costituzione federale, ha affermato il deputato ticinese, bensì anche di evitare di trasferire i maggiori debiti sulle spalle delle generazioni future a causa della nostra incapacità di agire e di fissare delle priorità.
Tra le priorità evocate dal ticinese, figurano anche i maggiori investimenti nella sicurezza, in particolare nell'esercito. In questo caso, ha spiegato il consigliere nazionale, si tratta di aumentare questa voce di spesa dopo i tagli degli ultimi decenni (la commissione delle finanze raccomanda un aumento di spesa di 530 milioni di franchi, n.d.r.).
Di parere opposto la sinistra, che ha criticato in particolare lo strumento del freno all'indebitamento e l'esercito, due "vacche sacre" cui tutto il resto deve essere sottoposto. Nel mirino del campo rosso-verde i previsti tagli alla cooperazione internazionale, considerata dalla sinistra un elemento importante per la sicurezza del Paese e frutto di una politica miope.
Per il PS, la situazione attuale del budget rispecchia la politica della maggioranza degli ultimi anni, prona agli interessi delle lobbies, a scapito di altri settori, come la socialità.