(ats) Dopo il "sì" a giugno da parte del Nazionale, oggi anche il Consiglio degli Stati ha approvato la nuova legge sulla vigilanza e la trasparenza nei mercati dell'energia all'ingrosso (LVTE). I "senatori" hanno accolto il testo con 39 voti a favore, 0 contrari e 2 astensioni. Il dossier torna ora al Consiglio nazionale per l'esame delle divergenze, poiché la Camera dei Cantoni ha apportato alcune modifiche minori agli articoli del disegno di legge.

Il testo - sottoposto al Parlamento dal Consiglio federale l'anno scorso - impone agli operatori di trasmettere alla Commissione federale dell'energia elettrica (ElCom) informazioni sulle loro transazioni e sui loro ordini di negoziazione.

L'obiettivo del testo, è quello di creare una maggiore trasparenza, oltre che migliorare la vigilanza e rafforzare la fiducia nell'integrità di questi mercati.

La nuova legge federale "rafforza la vigilanza sui mercati dell'energia e vieta pratiche abusive quali lo sfruttamento di informazioni privilegiate e la manipolazione del mercato", ha dichiarato Jakob Stark (UDC/TG) a nome della commissione. Il disegno approvato oggi dalla Camera dei Cantoni permetterà anche di fronteggiare eventuali nuove future crisi in Europa, ha sottolineando il "senatore" turgoviese, che tra l'altro siede nel Consiglio d'amministrazione del gruppo Axpo.

Il consigliere federale Albert Rösti, a nome dell'Esecutivo, ha puntualizzato che il disegno permette di reagire "alla dinamica dei mercati". Sulla base del testo, ElCom potrà infatti valutare meglio i rischi del settore - elettrico e del gas - e le condizioni di liquidità delle imprese.

La Lvte permetterà anche di sostituire la legge federale urgente relativa ad aiuti finanziari concessi a titolo sussidiario, che si era resa necessaria a seguito dei forti aumenti dei prezzi registrati nei mercati energetici europei da fine 2021. Anche se il contesto si è tranquillizzato "la situazione rimane incerta" ha aggiunto il "ministro" dell'energia.

Limitare i rischi economici nel settore

I "senatori" hanno inoltre approvato stamani tacitamente una mozione di Eva Herzog (PS/BS) che incarica il Consiglio federale di limitare in modo rapido ed efficace, attraverso provvedimenti legislativi, i rischi economici derivanti dalle imprese di rilevanza sistemica del settore elettrico.

Sono considerate di rilevanza sistemica le aziende che hanno la loro sede legale in Svizzera o che dispongono nella Confederazione di impianti con una potenza installata di almeno 1'500 megawatt e se partecipano a mercati organizzati dell'elettricità.

L'intervento parlamentare ha ottenuto l'appoggio di entrambe le Camere e dell'Esecutivo, che prende ora in mano il dossier. Il dibattito sulla legge federale relativa ad aiuti finanziari concessi a titolo sussidiario per salvare le imprese del settore dell'energia elettrica di rilevanza sistemica, in vigore sino alla fine del 2026, ha mostrato che sia la trasparenza che il margine di manovra della Confederazione rispetto alle imprese energetiche di rilevanza sistemica sono insufficienti.

Così come è accaduto con la legge sulle banche, che all'indomani della crisi finanziaria globale del 2007 e del 2008 è stata adeguata con misure di salvataggio forzato a favore dei maggiori istituti di credito, anche ora si impongono, viste le esperienze degli ultimi mesi, misure legislative analoghe.