(ats) È in pieno svolgimento il dibattito al Consiglio degli Stati sul Preventivo 2025 della Confederazione.

Mentre il campo "borghese" difende i maggiori mezzi all'esercito - 530 milioni di franchi - e i tagli alla cooperazione internazionale (30 milioni proposti dalla commissione competente, invece dei 250 stabiliti la settimana scorsa dal Nazionale), il campo rosso-verde parla di risparmi "brutali" e denuncia i maggiori investimenti nell'armata, giudicati eccessivi.

Stando alla destra, il budget 2025 - che rispetta ancora il freno all'indebitamento - deve tenere conto del momento difficile per le finanze federali. I tagli non sono stati fatti a casaccio, ma toccano soprattutto quei settori che hanno registrato negli ultimi anni una crescita superiore alla media, come la socialità e il personale della Confederazione.

La democentrista Esther Friedli (SG) ha invece lodato le proposte della commissione che finalmente danno il giusto peso alla sicurezza della popolazione, che deve venire al primo posto, difendendo le decurtazioni alla cooperazione e i maggiori mezzi, rispetto al progetto del governo, per l'agricoltura.

A suo parere, tuttavia, il taglio di 30 milioni alla cooperazione non rappresenta un vero compromesso a fronte dei 250 milioni decisi dal Nazionale. Friedli, come anche diversi oratori prima di lei, ha giustificato anche i minori mezzi per il personale della Confederazione, cresciuto fortemente negli ultimi anni. Ogni giorno un nuovo collaboratore entra alle dipendenze della Confederazione, ha rimarcato la "senatrice" UDC.

Durante il suo intervento, Eva Herzog (PS/BS) ha invece criticato i tagli alla cooperazione internazionale che portano un duro colpo alla reputazione della Svizzera e alla sua tradizione umanitaria.