"L'obiettivo è portare il bilancio dell'esercito all'1% del PIL entro il 2032", ha spiegato a nome della commissione preparatoria Jakob Stark (UDC/TG). Tale decisione dovrebbe permetterci di migliorare la sicurezza della pianificazione per le forze armate e ottenere un'ampia approvazione in Parlamento, ha aggiunto il "senatore" turgoviese.
Per compensare in parte queste maggiori uscite, la camera dei Cantoni ha poi deciso di tagliare 30 milioni nel budget della cooperazione internazionale, invece di 250 milioni come stabilito la settimana scorsa dal Nazionale. La proposta, definita da Esther Friedli (UDC/SG) di compromesso, di diminuire i mezzi per l'aiuto allo sviluppo di 100 milioni è stata respinta dal plenum. Idem per una proposta di Werner Salzmann (UDC/BE) di confermare la decisione della camera del popolo. Per Friedli, una decurtazione di 100 milioni permetterebbe di mitigare le minori uscite nei settori che profittano alla popolazione.
Per il campo-rosso verde, come anche esponenti del Centro e del PLR, una decurtazione di 250 milioni avrebbe conseguenze gravi per la reputazione della Svizzera, tenuto conto degli impegni già presi all'estero, ma anche della sua tradizione umanitaria. Pierre-Yves Maillard (PS/VD) ha fatto notare la contraddizione esistente fra chi spinge affinché i migranti siano aiutati nel loro paese, ma poi nega i mezzi per farlo.
Isabelle Chassot (Centro/FR) ha fatto notare che una simile decisione indebolisce la Svizzera quale paese ospite di molte organizzazioni internazionali, e obbligherebbe la Confederazione ad abbandonare intere regioni dove regna la povertà e la fame, tutte condizioni che spingono molte persone verso l'estremismo. La sicurezza del nostro Paese, mediante un aumento delle spese per l'esercito, passa anche dalla sicurezza all'estero, ha affermato Matthias Zopfi (Verdi/GL), mentre Pascal Broulis (PLR/VD) ha definito "poco credibile" un taglio di tale ampiezza voluto dal Nazionale.
Il progetto approvato dagli Stati prevede anche risparmi di 185 milioni, come il Nazionale, nel settore dell'asilo. Di questa somma, 85 milioni riguardano la chiusura di nove Centri federali d'asilo, provvedimento stabilito dal Consiglio federale. I restanti 100 milioni riguardano i forfait versati ai Cantoni per l'aiuto sociale ai richiedenti asilo e ai rifugiati.
Anche altri settori dovranno tirare la cinghia: la ricerca scientifica dell'Amministrazione federale (-40 milioni), la sanità (-17 milioni), la custodia dei bambini (-10 milioni), l'Ufficio federale delle costruzioni (-31 milioni) e il Dipartimento federale della difesa (-20 milioni). In totale, i tagli al budget 2025 ammontano a 346 milioni.