Ad esempio, nel fissare il prezzo dei farmaci in futuro, si dovrà considerare se esiste un rischio di spreco dovuto alle dimensioni della confezione o a dosaggi inappropriati, come richiesto da una mozione della Commissione della sicurezza sociale e della sanità della Camera del popolo, che i "senatori" hanno tacitamente approvato. I deputati avevano fatto lo stesso in maggio.
Stando all'atto parlamentare, i professionisti del settore sanitario dovrebbero inoltre avere il diritto di importare farmaci dall'estero se in quel Paese sono autorizzati confezioni, dosaggi o forme galeniche più adatti e più economici rispetto alle alternative disponibili in Svizzera. Il rimborso spetterebbe alle casse malati.
Anche il governo era a favore della mozione, che ora gli verrà trasmessa. Stando alla consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, il 10-20% del contenuto della confezione di un farmaco non viene utilizzato. Ciò corrisponde a un valore molto alto: la stessa giurassiana aveva parlato al Nazionale di 300-600 milioni di franchi.
Gli Stati hanno pure adottato una seconda mozione, depositata dall'ex consigliera nazionale Ruth Humbel (Centro/AG). Essa incarica l'esecutivo di redigere un rapporto sul tipo e l'entità dello spreco di medicamenti, proponendo misure per contrastarlo.