(ats) Si stanno avvicinando, anche se lentamente, le posizioni fra i due rami del parlamento circa i tagli all'aiuto allo sviluppo nel preventivo 2025. Stamane il Consiglio degli Stati ha approvato una diminuzione dei mezzi finanziari di 71 milioni di franchi, 100 milioni in meno rispetto a quanto stabilito dal Nazionale.

Quale compensazione per l'aumento dei crediti a favore dell'esercito pari a 530 milioni, all'inizio dei dibattiti gli Stati avevano proposto risparmi per 30 milioni rispetto al progetto del Consiglio federale, a fronte dei 250 milioni difesi invece dalla Camera del popolo,

Oggi il campo rosso-verde ha tentato, invano, di ribadire la somma iniziale, sostenendo che una sforbiciata di 71 milioni comporterebbe comunque l'abbandono di numerosi progetti in corso, con danni alla reputazione della Svizzera quale paese affidabile. L'UDC e alcuni esponenti del PLR avrebbero voluto una decurtazione ancora più profonda, di 100 milioni, come proposto da Esther Friedli (UDC/SG), la quale ha sostenuto che, per rispettare il freno all'indebitamento, non bisogna risparmiare solo sulle uscite interne al paese, ma anche su quelle destinate all'estero (ma non l'aiuto umanitario, ha specificato), come d'altronde chiede la popolazione.

Rivolto alla sinistra, Pascal Broulis (PLR/VD) ha affermato che, alla luce delle decisioni del Nazionale, è necessario fare un passo verso questa camera per raggiungere un compromesso su questo punto del budget. Alla fine, per quanto possa essere doloroso, la proposta Friedli potrebbe alla fine trovare una maggioranza, ha affermato Pierre-Yves Maillard (PS/VD).