(ats) La cibersicurezza di infrastrutture, applicazioni e dispositivi interconnessi deve essere tutelata meglio. Il Consiglio nazionale ha approvato oggi con 122 voti contro 62 una mozione, già accolta dagli Stati, che chiede al governo di porre rimedio alle lacune nei controlli.

La criminalità informatica è ormai diventata parte della nostra vita quotidiana, ha fatto notare la relatrice commissionale Jacqueline de Quattro (PLR/VD). "Il pericolo è onnipresente e nessuno è più al sicuro", ha affermato, citando autorità, imprese e singoli cittadini come potenziali obiettivi.

"Stiamo delegando il rischio ai consumatori, poiché sono loro a dover testare i prodotti", ha aggiunto, sempre a nome della commissione preparatoria, Hasan Candan (PS/LU). Questi ha poi menzionato i tablet, i frigoriferi e le lavatrici come oggetti non sottoposti ad alcun controllo di sicurezza.

Anche Mauro Tuena (UDC/ZH) si è detto preoccupato e d'accordo sulla necessità di intervenire in materia. Tuttavia, la mozione richiede un contributo finanziario indeterminato da parte della Confederazione in un momento in cui "ogni centesimo conta", ha sottolineato senza successo il democentrista.

Pur essendo favorevole al testo, la consigliera federale Viola Amherd ha riconosciuto che il finanziamento è "il punto critico". A sovvenzionare i controlli dovrebbe essere chi ne ha bisogno e non Berna, ha precisato.