Gli orrori commessi a partire dal 2014 sono ben documentati e dimostrati dall'UNITAD, la squadra investigativa Onu sui crimini commessi dall'ISIS, ha spiegato Fabian Molina (PS/ZH) a nome della commissione. Vari governi e parlamenti, ha proseguito lo zurighese, hanno già riconosciuto il genocidio degli Yazidi o adottato risoluzioni in tal senso (come ad esempio il Bundestag tedesco e il governo del Regno Unito, ndr.).
Dall'estate 2014 i terroristi dell'Isis hanno sistematicamente attaccato le colonie della minoranza religiosa yazida in Iraq con lo scopo di sopprimere la loro cultura. Migliaia di loro sono stati ridotti alla schiavitù, in particolare le donne. "Le violenze commesse sono così terribili che superano l'immaginabile", ha sostenuto Molina.
Nella dichiarazione adottata oggi, la Camera del popolo "condanna con la massima fermezza la deportazione forzata, lo stupro e l'omicidio sistematici del popolo yazida perpetrati con l'intento di commettere un genocidio nonché la distruzione dei luoghi di culto". Nel documento si precisa anche che il Nazionale "riconosce come atto di genocidio l'attacco da parte dello Stato islamico contro la comunità religiosa degli yazidi in Iraq a partire dal 3 agosto 2014".
A nome della minoranza, Pierre-André Page (UDC/FR) ha chiesto di respingere la dichiarazione. "Tutti sono sensibili alle sofferenze subite dagli yazidi, questi fatti non sono contestati, riteniamo tuttavia che non sia compito del Parlamento svizzero riconoscere tutti i crimini commessi nel mondo", ha sostenuto il friburghese.
L'adozione "aprirebbe la porta al riconoscimento dei numerosi altri confitti drammatici esistenti sul nostro pianeta". Per il democentrista bisognerebbe invece utilizzare gli strumenti diplomatici a disposizione per lottare contro il terrorismo islamico e contro la violazione del diritto internazionale, "come del resto la Svizzera già fa".
La dichiarazione adottata oggi fa seguito a una petizione corredata da oltre 80'000 firme depositata alla Cancelleria federale a inizio luglio 2023 per chiedere il riconoscimento del genocidio degli yazidi.
Stando a uno studio pubblicato nel periodico "Public Library of Science", 3'100 Yazidi sono stati uccisi e altri 6'800 catturati. Circa 2'500 donne e bambini sono sempre dati per dispersi, e diverse fosse comuni non sono state ancora aperte, viene sottolineato nella petizione.
Stando ai firmatari, il riconoscimento del genocidio degli yazidi invierebbe un "segnale forte". Le sofferenze delle vittime e delle loro famiglie devono essere riconosciute. Si tratta di una tappa "indispensabile" per assumere le responsabilità, gestire i conflitti e garantire un futuro pacifico e duraturo per tutti. A loro avviso, è inoltre importante prevenire nuovi genocidi.