(ats) In futuro, muratori e altri professionisti dell'edilizia dovranno essere meglio tutelati durante la canicola e le ditte non più penalizzate in caso di ritardi nell'esecuzione dell'opera dovuta ad un'interruzione dell'attività.

È quanto prevede una mozione adottata oggi dal Consiglio nazionale per 123 voti a 62. Secondo il testo dell'intervento parlamentare i committenti pubblici in particolare avranno l'obbligo di tutelare i lavoratori durante le ondate di calore e non potranno più prevedere pene convenzionali nei contratti in caso di ritardi dovuti a interruzioni causate dal caldo.

Il Consiglio degli Stati deve ancora pronunciarsi. Nel frattempo, la camera dei Cantoni ha adottato in settembre una mozione volta a proteggere i lavoratori dal caldo estremo inoltrata da Johanna Gapany (PLR/FR).

L'atto parlamentare vuole fare in modo che i lavoratori, e le aziende che li impiegano, dovrebbero avere un accesso agevolato all'indennità per intemperie prevista dall'assicurazione contro la disoccupazione in caso di interruzione del lavoro a causa della canicola.

Stando alla "senatrice" friburghese, lo stress di calore aumentato notevolmente negli ultimi decenni ha un impatto significativo sulla salute dei lavoratori. Per compensare le interruzioni del lavoro dovute alla canicola, esiste l'indennità per intemperie. Tuttavia, aveva spiegato Gapany, tale sistema è stato ideato prima che i periodi caratterizzati da elevate temperature si intensificassero e non è adatto se le interruzioni sono di breve durata.

Per questo, a suo avviso la regolamentazione vigente andrebbe adattata alla situazione attuale per consentire un pagamento semplice e rapido delle indennità per intemperie nei mesi estivi: l'attuale assicurazione esclude praticamente l'applicazione di questo strumento in caso di temperature elevate dato che vengono prese in considerazione le interruzioni di lavoro per giorni interi o mezze giornate, e spesso è solo nel pomeriggio che le temperature raggiungono un livello tale da richiedere una pausa.