(ats) I vari provvedimenti adottati finora a livello di ordinanza per affrontare un'eventuale carenza di elettricità, che comprendono anche l'esercizio di centrali a gas, vanno trascritti in una apposita legge. Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati approvando una modifica della legge sull'approvvigionamento elettrico.

Come spiegato dal relatore commissionale Beat Rieder (Centro/VS) la situazione sul fronte dell'approvvigionamento energetico è notevolmente peggiorata a partire dal 2022, il che ha portato il Consiglio federale ad adottare tutta una serie di misure tramite ordinanze. Queste ordinanze sono valide fino alla fine del 2026, anche se l'esecutivo ha già annunciato, lo scorso 13 novembre, di voler prorogare l'ordinanza sulla riserva invernale fino al 31 dicembre 2030. È grazie a queste ordinanze che il Consiglio federale ha potuto realizzare, ad esempio, la centrale di riserva Birr (AG).

Nella legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili, approvata in votazione lo scorso 9 giugno, il Parlamento aveva già istituito una base giuridica per la costituzione di una riserva obbligatoria di energia idroelettrica. La modifica legislativa adottata oggi integra tale base con disposizioni riguardanti la riserva termica, costituita da centrali elettriche di riserva, nonché da gruppi elettrogeni di emergenza e di impianti di cogenerazione forza-calore (impianti di cogenerazione).

Per quanto riguarda il volume da creare, nel 2025 è necessaria una riserva di 400 megawatt (MW), che dovrebbe essere portata a 700 - 1400 MW entro il 2030. I costi sono stimati in circa 790 milioni di franchi per le centrali di riserva e i gruppi elettrogeni di emergenza esistenti fino al 2026. Per gli impianti di cogenerazione saranno disponibili contributi di investimento di 20 milioni all'anno per dieci anni.

Tra il 2026 e il 2040 saranno necessari ulteriori investimenti per costruire centrali elettriche di riserva, gruppi elettrogeni di emergenza e impianti di cogenerazione. Secondo il Governo, l'investimento massimo ammonta a 1,1 miliardi.

I "senatori" hanno dibattuto oggi di un punto in particolare: il sostegno finanziario agli impianti di cogenerazione. Questi possono partecipare alla riserva, ma non dovrebbero ricevere sovvenzioni, ha sostenuto Rieder. Essendo alimentati interamente o parzialmente da combustibili fossili, ciò va contro la politica di sostegno alle energie rinnovabili.

Queste centrali verrebbero utilizzate solo in caso di emergenza, quando il mercato non sarebbe più in grado di soddisfare la domanda. La Confederazione non può permettersi una carenza di elettricità che, come sostenuto dall'Ufficio federale della protezione della popolazione, rappresenta attualmente il rischio più grande per il nostro paese, ha affermato il consigliere federale Albert Rösti.

Il dossier torna al Nazionale per l'esame delle divergenze.