Insieme all'attività fisica e all'alimentazione, il sonno è uno dei tre pilastri della nostra salute, ha affermato in aula il "senatore" lucernese, secondo cui si tratta di un tema sulla bocca di tutti. Le conseguenze sulla vita quotidiana e sul lavoro sono di vasta portata, ha affermato l'esponente PLR alla camera dei Cantoni, con costi non indifferenti per il sistema sanitario, la società e l'economia in generale.
"Secondo un rapporto pubblicato nel 2023 dal think tank no-profit RAND, in Svizzera circa mezzo milione di persone in età lavorativa soffrono di disturbi del sonno", ha sottolineato Müller, con una perdita di produttività che da sola vale circa 10 miliardi di franchi all'anno, a cui si aggiungono i costi delle malattie non trasmissibili associate, come le patologie cardiovascolari, il diabete e le malattie mentali.
La "ministra" della sanità, Elisabeth Baume-Schneider, ha chiesto all'aula di respingere l'atto parlamentare, dal momento che il Consiglio federale ha già avviato una serie di misure. Ad ogni modo, ha anche specificato che un "sì" alla mozione non le avrebbe fatto perdere il sonno.